?

Log in

Trick

(Si prega la vostra pazienza di portare pazientemente pazienza).



10 MOST LOVED CONTROVERSIAL CHARACTERS

# Harry Potter




#10 – Molly Weasley


Non la signora Weasley, ma la signora Mamma. Lei è la principale figura materna dell'intera saga, vuoi perché tutte le altre sono crepate male o vuoi perché avevano di meglio da fare che accogliere Harry Potter al proprio desco. Molly ha un gran cuore, non c'è che dire: è la mamma che tutti vorremmo avere.
Ha una capacità di controllarsi pari a un piromane la notte di San Silvestro: mai una volta che la si veda respirare prima di infiammarsi come Charmander.
«Non ti è stato facile prenderti cura di Harry mentre eri ad Azkaban, eh, Sirius?».
L'elegante logica della signora Weasley.
Ospitale e generosa, prima che la piantasse di prendere per il culo la futura nuora c'è stato bisogno di un Lupo Mannaro schizofrenico e di un figlio moribondo e mezzo sfracellato. Ma non importa, tanto c'erano almeno altri cinque o sei figli sui quali avrebbe potuto imporre le sue scelte.

Just to say: Sarà anche la Grande Mamma, ma ha bisogno di comprarsi una pallina antistress.


#9 – Draco Malfoy

Non il Principe delle Serpi, non lo Scintillante Ali Babà dei Sotterranei – per favore, no. Draco Malfoy, solo il piccolo, fastidioso e viziato Malfoy. Unico figlio di una famiglia che discende da generazioni di disagiati e psicotici criminali, è già un bene che Malfoy, a somme tirate, non sia nemmeno tutto 'sto gran pezzo di stronzo.
Al poverino è sfuggita di mano la situazione quando Lord Voldemort è saltato fuori dai cespugli di rose di Malfoy Manor con il serio intento di ammazzare Sanguesporco random e allora... eh, era un'eventualità a cui dubito che Draco avesse mai pensato se non in forma teorica. Lui di solito è lo sfigato che si fa prendere a sberle dalle Nate Babbane, non quello che le sgozza.
Viziato, arrogante, razzista e vigliacco, forse è il caso di rivedere il discutibile fascino del Principe di Serpeverde: qua c'è solo un ragazzino nemmeno troppo grazioso e con una vocetta fastidiosa che s'è trovato in mezzo a un casino troppo più grosso di lui.
Sfortunatamente per lui non è nemmeno il più triste martire da commiserare (sì e no che si becchi il premio di consolazione, povero Draco).
Just to say: Regulus Black se l'è vista peggio, se l'è cavata meglio, ma nessuno se lo caga mai.



#8 – Lord Voldemort


«Era un ragazzo così affabile ed educato, non posso credere sia diventato il mago più crudele e psicotico della storia».
E invece il disagiato Tom Riddle ce l'ha fatta con tanto di lode. Lord Voldemort è uno che da bambino si divertiva a terrorizzare a morte i compagni dell'orfanotrofio. Non contento, decide bene che sguinzagliare il suo boa constrictor a Hogwarts sia cosa buona e giusta: il simpatico animaletto fa secca Mirtilla (poco male, suvvia) e il sopracitato bastardo incolpa lo sfigatissimo Hagrid (poco male anche stavolta o la sua Acromantula prima o poi si sarebbe mangiata il professor Vitious). L'adolescenza non lo aiuta, l'età adulta ancora meno: vittima di infiniti traumi infantili, Lord Voldemort ha sulla coscienza almeno metà della popolazione magica inglese. È il Big Bad Boy della saga, non può essere del tutto sano di mente.
Just to say: Questo scriteriato è la versione cartacea di Adolf Hitler, gente.


#7 – Harry Potter

Lui è un bambino sfortunato, quindi non è colpa sua se quando è cresciuto si è scoperto pure cretino. Harry Potter è un ragazzino tanto carino e simpatico, certo, ma convive con un problematico complesso dell'eroe e manco se ne rende conto. È un complesso che il più delle volte fa più danni che profitti e tutti i personaggi attorno a lui con un minimo di senno tentano sempre di tenerlo lontano dai guai perché, siamo sinceri, in questa saga ci sono già abbastanza casini senza il nefasto contributo del Prescelto.
A Hogwarts ci saranno almeno venti professori stipendiati e assicurati per controllare minuto per minuto che nessun giovanotto si ammazzi... Harry Potter non chiede aiuto manco una volta: entrare nella Camera dei Segreti e rischiare di farsi accoppare da un Basilisco è apparentemente più entusiasmante.
Però è sensibile: quando gli muore il padrino decide bene che è giunto il momento di cercare di infilarsi nelle mutandine di Ginny Weasley. Speriamo lo abbia fatto in onore del defunto Black.

Just to say: Ringraziamo Hermione Granger per aver fatto sopravvivere il protagonista quel tanto che gli bastava per arrivare a fine saga.

#6 – Ron Weasley


Stanlio e Ollio vanno in tandem quanto Harry e Ron. Ron Weasley, il Re dei Grifondoro con lo scettro a forma di Red Vines. La bertuccia ammaestrata del clan Weasley, quello che da bambino veniva infilato al contrario nel seggiolone perché tanto nessuno notava la differenza. L'adolescente più sensibile ed empatico della storia dell'universo che a frequentarlo bisognerebbe tirargli una sberla un giorno sì e l'altro pure. Lui è il migliore amico che ti volta le spalle quando, ehi, scusa, avrei bisogno. Poi torna, sì, ma nel frattempo Harry Potter ha già rischiato di perdere la vita una mezza dozzina di volte per incidenti non ben precisati che possono capitare, tipo farsi divorare da un Dorsorugoso di Norvegia o affogare in mutande in un laghetto ghiacciato. Ron è quello istintivamente nauseato di scoprire che il suo professore preferito è un Lupo Mannaro, è quello che si domanda come diavolo sia possibile che le ragazze piangano quando sono tristi anziché iscriversi a un corso di zumba... è il classico ragazzo che non si pone domande intelligenti prima di agire e che non se le pone nemmeno dopo perché non c'ha cazzi di stare a pensare alla risposta.
Just to say: Sono stupita che Hermione Granger non lo abbia mai preso a badilate.



#5 – Remus Lupin


Il Lupo Mannaro sexy che non è per niente sexy – lo è giusto se consideriamo che l'unico altro Lupo Mannaro della saga è un vecchio demente con i denti gialli. Remus Lupin sa giocare bene le sue carte, ammettiamolo: a volte sembra quasi una persona stabile e matura, ma in realtà è cretino quanto tutti gli altri. Ragazzino a modo, il giovane Prefetto Remus Lupin... così a modo che in sua presenza Potter e Black avrebbero potuto Trasfigurare Severus Piton in un pesce pagliaccio per poi spedirlo fra le fauci di uno squalo in mezzo al Pacifico, tanto non avrebbe mosso un dito perché «sto studiando, uccidetelo in silenzio». Suppongo sia stato scelto come Prefetto giusto perché le alternative erano perfino peggiori.
Remus è un soggetto così pacifico e adorabile da incazzarsi a bestia quando scopre che Harry Potter non ha accoppato a sangue freddo Stan Picchetto. È quello che si rimbocca tranquillo tranquillo le maniche mentre si prepara a far secco Peter Minus, perché fargli avere un processo equo per riscattare il nome di Sirius e fare la scelta più onorevole è troppo da Grifondoro, troppo mainstream. Ha così tanti problemi di testa che prima si innamora, e poi va via, e poi torna, e poi va via, e poi si sposa, e poi non voleva sposarsi, e poi ci ripensa, ma poi va via, poi decide bene di ingravidare la moglie quando tutto il mondo vuole ammazzare entrambi, si fa prendere dal panico e va via di nuovo. Che ansia, Lupin.

Just to say: Lui sì che è un Grifondoro che sa come si affrontano i problemi.


#4 – Bellatrix Lestrange

La zia Bella ci spalanca le porte verso il podio mentre si fa il pedicure nel sangue di vergine. Ennesima dimostrazione di quanto sia dannoso frequentare troppo a lungo i propri parenti, Bellatrix Lestrange vince sicuramente il premio come Cagna d'Oro del Secolo e Oltre. Abituata a ignorare l'inutile e sfigatissimo consorte, nella sua primissima scena sembra quasi una persona normale. Affascinante, regale, orgogliosa... sì, ed è pure matta come un asino e psicopatica quanto Norman Bates in Psycho. Accoppa Sirius Black, sua nipote, un numero imprecisato di Babbani e Sanguesporco di cui a nessuno frega qualcosa, tortura fino alla follia i genitori di Neville e negli intervalli fra un allegro linciaggio e l'altro si diverte a mangiare cuori di infanti e a rubare il Natale.
Just to say: Un'altra da portare in fretta da un terapista bravo.



#3 – Albus Silente


Medaglia di bronzo al Preside meno responsabile di tutti i tempi.
Prima di perdere il naso e i capelli, l'affascinante Tom Riddle fa richiesta per il posto di Difesa Contro le Arti Oscure: è il 1945.
Secondo la legge delle probabilità, in mezzo secolo Hogwarts ha assistito a sette licenziamenti, quattordici diversi infortuni sul lavoro potenzialmente letali, sette condanne penali e più di una dozzina di decessi.
Silente ne è perfettamente a conoscenza ma se ne sbatte per tutta la durata della saga al punto da offrire il posto perfino a gente che gli sta simpatica, tipo Lupin e Moody. Tanto cosa gliene frega? La cattedra maledetta non è mica la sua, eh. Forse non è vero che gli stanno simpatici...
Non contento, da adolescente si diverte a programmare lo sterminio dei Babbani insieme a quell'altro simpaticone di Gellert Grindelwald. L'allegra coppia scoppia e a Silente viene la crisi da vedova piangente, perciò l'intera Europa deve aspettare che Grindelwald faccia il disastro prima che il prode Preside si decida che mah, c'è gente che crepa male, forse è il caso che io muova le chiappe.
Just to say: Almeno ha il tatto di non dire a Harry che è destinato a crepare male a sua volta: il ragazzino avrebbe potuto restarci male.


#2 – Sirius Black


Sirius Black si fa sfuggire la medaglia d'oro di quest'ingrata classifica per un pelo e sono piuttosto sicura che si sarebbe incazzato per il secondo posto. Immaturo, irritante, scostante, pieno di sé e scandalosamente irragionevole, Sirius Black è l'uomo che non deve chiedere mai perché di norma la gente che lo conosce gli risponde con un categorico no. No, non fare cazzate; no, Sirius, non puoi uscire; no, Sirius, Harry non è James; no, Sirius, ci sono delle regole.
Sticazzi, Sirius Black è troppo figo per usare la logica. È il simpaticone del gruppo, quello che trova particolare godimento nel tentato omicidio di un compagno di scuola. Quello che nonostante tutto, più di dieci anni dopo la coglionata fatta, ha il coraggio di dire: «Eh, ma Piton se lo meritava».
È molto adulto, Sirius. Così adulto da spronare a continui rischi mortali il proprio figlioccio disagiato e a incazzarsi quando il fanciullo si dimostra più maturo di lui. È quello che predica bene e razzola sempre male, quello che prende a calci il proprio elfo domestico, che quasi quasi spera che Harry Potter venga espulso da Hogwarts per poterci giocare a briscola per l'eternità e con una capacità di rapportarsi con la propria coscienza veramente imbarazzante.
Just to say: Perlomeno è un bell'uomo.


#1 – Severus Piton


Squillino le trombe, rullino i tamburi, s'ingrassino i portoni: abbiamo un vincitore di grande spessore. Severus Piton, il leader incondizionato delle scelte peggiori. La maggioranza dei lettori lo ama perché è un personaggio tormentato da un amore impossibile, perché la sua lingua serpentina a modo suo fa ridere e perché, sostanzialmente, Severus è Severus.
Il più disagiato di una saga che trabocca di complessi mentali da far gridare allo scandalo l'intera categoria degli psicoterapeuti, Severus ha la brillante idea di mandare a fanculo l'unica sua amica e ragazza di cui è innamorato. Lei accorre in suo aiuto e lui la chiama Sanguesporco. Che amore di ragazzo, non riesco proprio a capire come abbia potuto Lily non innamorarsi perdutamente di lui dopo una dichiarazione tanto romantica.
Severus è così altruista ed eroico da essere pronto ad assistere alla morte del figlio della donna che ama giusto per avere finalmente la possibilità di farsi la giovane mamma Evans; è un altro che dimostra la stessa maturità di Sirius Black e se ne sbatte di valutare ragionevolmente la possibilità che sia innocente perché condannarlo a una morte lenta e dolorosa è più divertente.
«Severus, sii ragionevole» gli fa notare Lupin in un attimo di gloriosa lucidità. «Vale la pena di mandare un innocente ad Azkaban per una lite fra ragazzi?».
«Non rompermi i coglioni, tanto ci finisci pure te ad Azkaban».
Non contento, cerca di redimersi tormentando in modo angosciante qualsivoglia studente gli capiti fra le mani – Grifondoro in particolare, Harry Potter in particolare, perché Severus sa essere molto parziale quando si parla di Grifondoro e Harry Potter.

Just to say: Parliamone.
 
 
Current Mood: mischievousmischievous
 
 
Trick
14 February 2014 @ 05:02 pm
10 MOST HATED CHARACTERS
# Harry Potter




#10 – James Potter

Tendenzialmente odiato da tutte le fan di Severus Piton e della ship Severus/Lily, non c'è alcuna possibilità che James Potter riesca a levarsi di dosso la triste nomea del bulletto quindicenne. A giusta ragione, non per dire, perché Potter era un bulletto del cazzo, ammettiamolo.
Qualcuno avrebbe dovuto prendere a sberle un po' tutti e quattro i Malandrini.
Peccato che Potter sia pure l'unico stronzo che si prenda il disturbo di salvare le chiappe di Piton prima che vengano mangiucchiate da un Lupo Mannaro; peccato che Lily Evans alla fine scelga lui; peccato che crepi malissimo giusto per dare alla moglie e al figlio un secondo di vita in più.
Just to say: Piton avrebbe permesso a Lord Voldemort di ammazzare un neonato pur di chiavarsi la Evans, ha tormentato Harry giusto per sfogare i suoi numerosi traumi infantili e sì, yes, ci ha fatto strillare di dolore con il suo always, ma... «Lily, prendi Harry e corri! Io lo trattengo».
Non c'è partita, Severus.


#9 – Ninfadora Tonks

L'odio delle più accanite sostenitrici della Remus/Sirius ha sempre trovato in Ninfadora Tonks un capro espiatorio notevole. Tutto il mondo è fandom, d'altronde, e quando un nuovo personaggio Canon viene a fottersi l'OTP di qualcuno, il linciaggio è logico e immediato. È etichettata come la Merisù del Potterverse per motivi effettivamente ragionevoli: una parentela improvvisa con un personaggio di rilievo, un rarissimo potere magico che nessuno possiede e il suo sostanziale ruolo nella trama sembra quello di innamorarsi di Lupin. Senza contare che la poverina ha davvero un nome del cazzo.
Peccato che Tonks ci venga sempre mostrata dal punto di vista di Harry e lo sappiamo che Harry non capisce niente in fatto di donne; peccato che Tonks sia un Auror qualificata (e la McGranitt ci informa che solo i migliori diventano Auror); peccato che Tonks sia una Metamorfomaga che sceglie di non fare ciò che la maggior parte delle donne avrebbe fatto, ovvero rendersi una figa fuori misura («È carina quando non fa quelle cose strane», ci comunica Ron, un altro che di donne capisce poco); peccato che nonostante la disperazione sentimentale durante Il Principe Mezzosangue non smetta comunque di fare l'Auror e resti di stanza a Hogsmeade per proteggere Hogwarts; peccato che fra lei e Lupin sia lei, quella con le palle; peccato che non piagnucoli davvero e che nonostante il recente parto scelga di rischiare tutto per aiutare l'uomo che ama; peccato che la gente dimentichi che Remus non è l'unico a essersi sacrificato per dare al figlio un mondo migliore.
Just to say: Quello fortunato è Lupin, non lei.


#8 – Percy Weasley

Il Weasley del cazzo, insomma, quello che doveva morire male al posto di Fred e possibilmente con grande sofferenza. L'infame di turno che volta le spalle alle famiglia per cieca ambizione, sordo agli appelli disperati della madre e con un sacco di altri difetti per i quali sembra giusto metterlo alla gogna.
Peccato che Percy non sia da meno dei fratelli, ma semplicemente più controllato («Ho scommesso dieci Galeoni su di te, Harry, cerca di vincere: io non ce li ho, dieci Galeoni); peccato che nessuno sappia cosa abbia combinato al Ministero durante gli ultimi due libri – francamente non ce lo vedo a condannare Nati Babbani a caso, francamente è abbastanza sveglio da essere quello che cerca di aiutarli senza farsi beccare dai superiori, chi può dirlo? Headcanon rules; peccato che quando torni lo fa con una disperazione e un rimorso fuori dal comune; peccato che la gente ricordi meglio la morte di Fred piuttosto che la rabbia furiosa con cui reagisce Percy.
Just to say: Percy Weasley avrebbe dato la vita per la sua famiglia.

#7 – Fleur Delacour

Quella che se la tira, quella che è figa, ma figa davvero, una di quelle fighe che farebbero vergognare perfino Nicole Kidman. Superficiale, fastidiosa e una strega sostanzialmente inutile. A furor di popolo, pare esistere con il solo scopo di irritare i lettori.
Peccato che Fleur sia stata scelta dal Calice di Fuoco, quindi non deve essere una strega poi così inutile; peccato che per quanto abbia fallito nella prova con le Sirene, sia riuscita ad affrontare un Drago a diciassette anni (di nuovo: Harry Potter non è sempre l'unico figo di turno); peccato che sia una giovanissima donna che sceglie di lasciare il proprio paese per fare nuove esperienze lavorative; peccato che Fleur si comporti come chiunque e rispetti solo chi per primo la rispetta (sinceramente: signora Weasley, Ginny... Flebo è stato il vostro massimo tentativo di conoscerla, vergognatevi); peccato che Fleur sia una donna bellissima che dà più importanza al coraggio che non all'estetica; peccato che prima di scegliere di restare accanto a Bill nonostante l'aggressione di Greyback, Fleur avesse già scelto di restargli accanto nonostante combattesse in una guerra dalla quale avrebbe potuto tranquillamente fuggire.
Just to say: Lei non è del team God save the Queen, ma è rimasta lo stesso per salvare le chiappe degli inglesi.

#6 – Cho Chang

Se non piange, piagnucola; se non piagnucola, trova comunque un motivo per piangere. Irritante, fastidiosa e stupida: ci si domanda che diavolo ci faccia fra i Corvonero. Viene sbaciucchiata dal Prescelto e non è contenta. Che lagna, Chang, sii più matura, non sei mica la prima quindicenne a cui uno sociopatico terrorista redivivo ha accoppato il fidanzato, sai?
Peccato che invece sì, Cho sia davvero la prima quindicenne della saga a cui abbiano accoppato il fidanzato (il primo amore non si scorda mai, figurarsi il primo moroso crepato male); peccato che Cho Chang pianga con dei motivi di fondo piuttosto seri, non perché le hanno sbagliato la tinta dal parrucchiere o perché ha un'unghia scheggiata; peccato che Potter abbia delle capacità relazionali con l'altro sesso pari a quelle del suo prode amico Ron e non capisca niente; peccato che Potter, sostanzialmente, sia più bravo con i manici di scopa che non con le ragazze.
Just to say: Se Lord Voldemort accoppasse il mio fidanzato, ci resterei un po' male pure io, sapete?


#5 – Ginny Weasley

L'ultimogenita Weasley, l'unica fanciulla del clan che getta discredito e infamia sulla già oltraggiata famiglia. Un'altra che si porta addosso la nomea da Merisù, poveretta, giusto perché è molto graziosa, perché suo fratello è il migliore amico del Prescelto e perché alla fine riesce a farsi il Prescelto. Un'altra che non fa un cazzo a parte passarsi tutti i ragazzi di Hogwarts in attesa che Harry Potter si pulisca gli occhiali e la noti. Quella che dopo essere stata notata, lo aspetta e basta.
Peccato che Ginny dimostri di essere una strega molto più abile di quella scimmia di suo fratello Ron; peccato che sia stata posseduta dal più temibile mago di tutti i tempi quando era poco più di una bambina e nonostante ciò sia riuscita a crescere senza angoscianti traumi; peccato che abbia la stessa simpatia sfrontata dei fratelli ma che la gente se ne scordi; peccato che sia probabilmente la ragazza di Grifondoro più Grifondoro di tutte; peccato che sia una che sceglie di uscire con più ragazzi e fanculo, ne ha tutto il diritto, piantiamola con 'sta storia che i maschi possono e noi no.
Just to say: Gli uomini di questa saga hanno sposato donne che non si meriteranno mai.

#4 – Vernon Dursley

Il Babbano per antonomasia, quello che preferirebbe cavarsi un occhio piuttosto che assistere a uno spettacolo di David Copperfield. Vernon Dursley è indiscutibilmente il più odioso della sua già di per sé odiosa famigliola, il che è già tutto dire. Arrogante, perbenista, crudele e, peggio del peggio, vanta una ristrettezza mentale insuperabile.
Peccato che ami Petunia al punto tale da affrontare la sua più grande paura – l'ignoto, l'oscuro, la magia – e la sposa nonostante sia certo che abbia una sorella spostata e una famiglia altrettanto spostata («I miei genitori erano così felici di avere una strega in famiglia!»); peccato che ami suo figlio al punto da desiderare per lui solo ciò che ritiene il meglio, anche se il concetto di meglio del signor Dursley è discutibile.
Just to say: Almeno non ha mai cercato di soffocare Harry Potter nel sonno.


#3 – Peter Minus

Raggiunto il podio, la sfida si fa davvero ardua. Peter Minus, il Malandrino di merda, quello che in mezzo a James, Sirius e Remus non ci sta a dire proprio niente. Il peggior Grifondoro della storia, il ratto che avrebbe dovuto passare sotto a una mietitrebbia.
Peccato che James e Sirius – Sirius in particolare – lo abbiano sempre preso per il culo; peccato che 'sto sfigato abbia passato l'adolescenza nell'ombra di quelli che probabilmente erano tre fra i migliori studenti del loro anno; peccato che ci si scordi che nonostante tutto non era un mago poi così inetto dal momento che è riuscito a diventare un Animagus e a far secchi tutti quei Babbani in un colpo solo; peccato che non venga ammazzato per vendetta, ma muoia a causa di un attimo di rimpianto.
Just to say: Resta comunque un fottuto figlio di baldracca.


#2 – Pansy Parkinson

Lei è stronza forte, c'è poco da controbattere. Pansy è la classica ragazza infame che si diverte a umiliare il prossimo, che sghignazza stupidamente nei corridoi e con un cervello meno capiente di un tazzina da caffè.
Peccato che sia dotata anche di un'ammirevole autostima, perché per avere la faccia di un carlino è una che sa come prevalere sugli altri; peccato che Pansy faccia probabilmente parte della categoria di donne per la quale non riuscirei a trovare un'attenuante manco a costo della mia vita.
Just to say: La peggiore baldracca della storia di Hogwarts.


#1 – Dolores Umbridge

Peggiore della signorina Rottenmeier di Heidi, potrebbe giocarsela alla pari solo con quel piccolo stronzetto di Joffrey Baratheon delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin. Lord Voldemort ha ucciso i genitori di Harry, Bellatrix Lestrange ha ucciso Sirius Black, Fenrir Greyback ha morso Lupin... ma Dolores li batte tutti, c'è poco da fare. Leziosa, perfida e con la notevole capacità di tormentare i personaggi preferiti di chiunque, la Umbridge potrebbe tranquillamente avere un paio di figli di nome Hitler e Stalin.
Peccato che ci creda un sacco, diamogliene atto.
Just to say: Almeno le piacciono gli animali. Più o meno.
 
 
Current Mood: boredbored
 
 
Trick
26 December 2013 @ 03:55 pm

L'anno scorso mi ero ripromessa di scrivere tutto ciò che non avevo scritto l'anno precedente. Non l'ho fatto, quindi quest'anno mi ripropongo di fare lo stesso, ma ehi, l'importante è crederci un sacco.


| Game of Thrones |
→ Catelyn Stark/Petyr Baelish, ricatto
→ Petyr Baelish/Sansa Stark, castelli di neve
→ Edmure Tully/Roslin Frey, Notte di nozze

| Disney |
→ Human!Bernie/Human!Bianca, "C-cosa indossi a letto?". "Chanel n°5... non voglio dire nuda, ma è la verita". (semi-cit.)
→ Human!Scat-Cat/Human!Minou, Romeo lo viene a sapere.
→ Human!Scat-Cat/Human!Minou, un trench e nient'altro addosso.

| Harry Potter |
→ Arthur Weasley/Molly Weasley, "Tuo padre ne porta ancora i segni".
→ Ninfadora Tonks/Remus Lupin, "Io non sono un uomo".
→ Ninfadora Tonks/Remus Lupin, prima della battaglia
→ Albus Silente/Geller Grindelwald, tradimento
→ Hannah Abbott/Neville Paciock, I privilegi di un professore

| Il Signore degli Anelli |
→ Èowyn/Faramir, non era nata per piegarsi

| Once Upon A Time |
→ Archie Hopper/Regina Mills,"I thought you might want to talk".
→ Belle!Lacey/Rumpelstiltskin, angry-sex, accontentarsi
→ Belle/Peter Pan, vendette famigliari
→ Belle/Rumpelstiltskin, Non c'era niente che desiderasse per sé
→ Archie Hopper/Ruby Lucas, Ultimo saluto

| Hunger Games |
→ Haymitch/Johanna, Tributi morti

| Doctor Who |
→ Eleven/River Song, manette




0/19
Tags:
 
 
Current Mood: relaxedrelaxed
 
 
Trick
19 November 2013 @ 05:32 pm
Titolo: Trova il coraggio
Fandom: Harry Potter
Personaggio/Coppia: Remus/Tonks
Prompt: 002. Intermezzo
Rating: Giallo
Conteggio parole: 2597
Riassunto: «Oh, sì, ti prego, raccontami ancora una volta quanto sia ingiusto che nessuno ti ami. E dire che è così difficile innamorarsi di te, vero? Chi ma potrebbe amare un mostro? Continua, Remus, sono curiosa di scoprire come va a finire la storia».
Note: Ambientata ovviamente fra OOTP e HBP.



Read more...Collapse )
 
 
Current Mood: boredbored
 
 
Trick
16 November 2013 @ 03:47 pm
Secondo prompt usato per il Norse Prompt di 24_hours_of_fun.

Titolo: Fantasticissimo
Fandom: Harry Potter
Personaggi: Remus Lupin, Sirius Black, Ninfadora Tonks
Pairing: Pre-Remus/Tonks (non ce la posso fare, mi spiace)
Prompt: Vischio


*
Read more...Collapse )
 
 
Current Mood: lethargiclethargic
 
 
 
Trick
16 November 2013 @ 01:35 am
Scritta in occasione del 24 Norse Hours indetto da Gy e da Emme su 24hours_of_fun – se non sapete cos'è, vi prego con estrema passione di andare a sbirciare.

Fandom: Harry Potter
Personaggi: Remus Lupin, Ninfadora Tonks
Pairing: Pre-Remus/Tonks
Rating: Giallo
Prompt: Birra


*
Read more...Collapse )

 
 
Current Mood: chipperchipper
 
 
Trick
Scritta in occasione del Summer Writing Day indetto da 24hours_of_fun. Il prompt scelto era il #12, «Arriverà l'estate anche per te, è solo una questione di stagioni e di tempo. O di persone», Odissea.
Dedicata a
s0emme0s, perché sotto sotto gliela regalerei sul serio, l'anima. (:
*Meine Güte significa "vecchio mio" in tedesco - o almeno credo. Francamente, io e le lingue non andiamo molto d'accordo.
Piove sempre sull'estateCollapse )
*

Fra le milioni di cose delle quali Albus Silente non aveva mai fatto parola con nessuno, c'era anche un vago senso di disagio in prossimità dell'arrivo della stagione autunnale.
Ne aveva sempre amato i colori, le prime concilianti brezze fredde che giungevano dal nord, e non di meno traeva soddisfazione dal poter finalmente rispolverare i suoi calzettoni di lana dopo l'afa estiva.
Eppure si ritrovava spesso a scrutare il cielo di piombo che anticipava le prime piogge, e quando scoppiavano i primi temporali restava per ore intere in piedi davanti alle alte finestre del proprio ufficio, osservando il lento scivolare delle gocce sul vetro e ascoltando il loro ritmato ticchettio.
Lo si sarebbe detto perso in complessi e geniali ragionamenti quali erano solitamente i ragionamenti di un uomo complesso e geniale quanto lui, ma non era vero: Silente ricordava solo autunni e piogge di molti anni prima – di secoli prima, di intere vite prima – quando i suoi capelli non erano ancora bianchi e la sua barba era molto più corta e aveva il colore rossiccio delle ultime foglie.
Con le lunghe dita intrecciate dietro le schiena, guardava la pioggia infrangersi sulle acque grige del Lago Nero senza vederla realmente. Nei suoi occhi c'era solo quella Germania dai colori di piombo dell'autunno inglese, ma più freddi, così freddi da far male fin dentro le ossa. Fin sotto le vene, oltre al cuore, nella profondità del suo animo complesso e geniale, proprio dove aveva sepolto tanto faticosamente il ricordo di Gellert.
Gellert non aveva la barba del color delle foglie che muoiono... oh, no. Lui aveva i riccioli come il grano d'estate e gli occhi limpidi quanto un cielo terso dalle nuvole. Aveva il sorriso di una giornata di sole trascorsa sotto le fronde di una vecchia quercia di Godric's Hollow, aveva la risata frizzante e vivace delle capinere che cantavano fra i rami. In quel ricordo c'era il retrogusto di un'estate che Silente aveva creduto interminabile, immortale, incancellabile.
«Essere giovani... quale dolce supplizio» si ripeteva spesso. Poiché con la leggerezza di poche decine di anni sulle spalle si è più forti e sciocchi, si è più liberi e più infelici – o forse no, forse si era solo un po' più prigionieri e un poco più felici.
L'autunno era grigio come la Germania del 1945, era rosso come un tempo lo era stata la sua barba e pioveva, pioveva... buon Dio, quanto pioveva quel giorno.


*

Germania, 1945

Albus si rigirò la bacchetta fra le mani con un'espressione imperscrutabile sul volto. La bacchetta di Sambuco, si disse. La più potente bacchetta mai creata. L'impugnatura era ancora tiepida per il lungo contatto con la mano salda di Gellert – bianca e liscia e delicata – ma fra le dita di Albus sembrava scottare. Ne sfiorò distratto la sagoma raffinata prima di sollevare gli occhi sull'altro uomo, ancora in ginocchio a pochi metri da lui, con le braccia abbandonate lungo i fianchi, il capo chino e il volto pallido nascosto dai capelli biondi che la pioggia aveva schiacciato sulla fronte.
Biondi come il grano d'estate.
«Dà una bella sensazione, non è vero, meine Güte*?» mormorò fra i denti Gellert in un inglese dal suono metallico, sollevando il viso di pochissimi centimetri.
Aveva perso e lo sapeva.
Di fronte a qualsiasi altro nemico, Albus avrebbe atteso che tentasse di fuggire, di attaccarlo disperatamente in un'ultima inutile difesa, ma Gellert non era un nemico qualsiasi. Non lo era mai stato. Se ne restava lì, in mezzo a ciò che restava del grigio cortile interno di Nurmengard, con la pioggia che scrosciava inesorabile fra le macerie fumanti e le grate di ferro abbattute. Attendeva paziente che gli Auror giunti dall'Inghilterra con Albus arrivassero a prenderlo.
Ha perso, ripeté Albus. E lo sa. Sa che io avrei fatto lo stesso. Ma non era Albus Silente, quello sconfitto. Non era lui, quello in ginocchio. Lui era solo il possessore di una bacchetta demoniaca.
«È pesante» constatò amaramente Albus mentre scostava dal volto i capelli fradici.
«È straordinaria».
«Mi chiedo come tu abbia potuto sopportarne lo straordinario peso per tutti questi anni».
Gellert inclinò appena il capo. Sulle sulle labbra comparve un vago sogghigno divertito.
«Meine Güte... io sono sempre stato un mago straordinario».
È vero, ammise a se stesso Albus. Ma a quale prezzo?
«Che ne farai, ora?» incalzò Gellert. «Ci si aspetta che un uomo della tua elevatezza di spirito la distrugga. La disintegri. Potresti perfino convincere tutti i maghi e le streghe del pianeta che non è mai esistita alcuna bacchetta di Sambuco. Potresti davvero, Albus. Ho visto uomini e donne credere a bugie ben più inverosimili e tu...». Rise beffardo e scosse appena la testa. «Oh, tu sei un bugiardo straordinario».
Anche questo è vero.
«Ti sei mai domando se sia valsa la pena di essere tanto straordinari? Maghi o bugiardi, non importa, ma tu dimmi, Gellert... credi davvero ne valga la pena?».
Lo sguardo di Gellert brillò di beffarda malizia. Schioccò la lingua e rispose:
«Ne vale completamente la pena, ma non credo riuscirai mai a capirlo. Non sei mai stato un mago straordinario come tutti credono. Guardati, meine Güte... cosa vedi?».
Albus cercò di farsi scivolare addosso quella pesante accusa, ma le parole di Gellert si erano già insinuate in profondità e stavano scavando attraverso ognuna delle sue misere sicurezza. Oh, quanto aveva ragione, quanto... eppure non aveva intenzione di arretrare, non aveva intenzione di lasciarlo vincere.
Non quella volta.
«Vedo che stringo fra le mani la bacchetta che tu hai inseguito per tutta la vita. E la vedo pesante, Gellert, non straordinaria. Poi vedo te. E non sei tu, quello che vedo in piedi, perciò...». Sospirò amaramente e aggiunse: «Continuerò a credere che non ne valga davvero la pena».
Per diversi secondi, l'unico rumore fu quello della pioggia che cadeva su di loro e attorno a loro, dell'acqua che sgorgava dalle tubature esplose e si concentrava in fredde pozzanghere. Ed erano grige anche loro, così com'era grigio il cielo e l'aria e Nurmengard, e agli occhi di Albus perfino loro due erano diventati grigi.
C'era il sole, una volta. C'era il sole e guardavamo l'estate all'ombra di una quercia troppo più grande di noi.
La risata di Gellert parve l'imitazione di un centinaio di calici di vetro che s'infrangono a terra. Limpida e cristallina, impietosa e tagliente. Albus serrò d'istinto le palpebre mentre nella sua mente Gellert scoppiava in una risata ben diversa. Era il cinguettio delle capinere, era il suono dell'estate che non avrebbe mai dovuto terminare.
«Un giorno, a molti giorni da questo giorno, ti volterai indietro, Albus, e sai cosa vedrai davvero? Non me in ginocchio. Non te in piedi. Oh, no... se davvero vedessi solo questo, meine Güte, sarebbe un affronto tremendo a entrambi. Sarebbe un affronto alla tua stessa intelligenza, e tu non sei mai stato un uomo stupido. Insensato, forse, ma mai stupido. Vuoi sapere cosa vedrai quel giorno?».
No, si rispose d'istinto Albus.
«Vedrai solo il tempo trascorso fra oggi e quel giorno, quel giorno in cui capirai di non essere mai diventato la persona straordinaria che saresti potuto diventare. Vedrai interi mesi, Albus, interi anni... centinaia di stagioni si susseguiranno una dopo l'altra nello stesso modo, e ognuna peserà sulle tue spalle un po' più della precedente, fin quando non resterai curvo e piegato al malefico trascorrere della vita. E poi, meine Güte, dopo infiniti gelidi autunni e infinite sterili primavere... ecco che arriverà il tuo inverno, secco e silenzioso, e ti chiederai come un uomo geniale quanto te abbia potuto commettere tutte quelle scelte sbagliate senza nemmeno rendersene conto. E forse la comunità magica rimpiangerà la tua perdita – ma è certo che lo farà, è suo dovere – e chissà, con un po' di fortuna qualcuno di quegli idioti potrebbe perfino rimpiangerti con sincero affetto... ma tu, Albus, rimpiangerai te stesso più di tutti loro».
Albus abbassò lo sguardo e studiò per l'ennesima volta la bacchetta di Sambuco. Poi arrangiò un sorriso di vaga timidezza appena percettibile – ma Gellert lo aveva visto: Gellert aveva sempre visto i suoi sorrisi.
«Hai sicuramente ragione sulla prima parte» confessò in tono affabile. «E potresti aver ragione sulla seconda. La fine giunge per tutti, prima o poi, e l'inverno non è che uno dei tanti passaggi che la vita ci regala. E sì, potrei avere la fortuna di essere rimpianto e la sfortuna di rimpiangere... chi può dirlo? Per quanto discutibilmente straordinari, né io né te possiamo affermarlo con sicurezza. Posso solo conoscere cosa rimpiango ora, in questo giorno al quale ripenserò in un altro giorno fra molti anni, o magari domani... chi può essere certo anche di questo?» aggiunse con un punta di velata tristezza. «E se anche fosse domani, non importa. Fra oggi e domani o fra oggi e la mia morte, amico mio, a me parrà comunque di aver vissuto troppo poco e troppo in fretta, e il mio ricordo di quest'oggi sarà come l'autunno che scaccia l'estate. Triste e malinconico... e, ahimè, naturale. Ed è questo, alla fine, che rimpiangerò, Gellert: che nulla di quel tempo felice sia durato abbastanza. E tu svanirai con il trascorrere delle stagioni, Gellert, anno dopo anno, inverno dopo inverno... fino a quando di te non mi resterà che il dolce ricordo dell'estate che trascorremmo a Godric's Hollow». Sentiva gli occhi bruciare di lacrime che non desiderava mostrare, così fece un respiro profondo e finse di asciugarsi il volto dalla pioggia. «È stata una bella estate, quella».
Gellert si morse il labbro inferiore e agitò la testa con un improvviso moto di stizza. Dall'esterno delle imponenti mura di Nurmengard si levava già il caotico e distante gridare degli Auror.
«L'estate è sempre bella, meine Güte» commentò amaramente. «Ma è una stagione per i giovani e gli stolti... e noi non lo siamo mai stati».
«Giovani o stolti?».
«Forse entrambi. Ti interessa davvero?».
Albus sorrise e scrollò vagamente le spalle.
«Forse un giorno avrò il coraggio di chiedermi cosa ne è stato di quell'estate e mi interesserà saperlo. Chi può dirlo?».
Gellert arrangiò un sogghigno stentato che ad Albus parve quasi un perduto gesto d'affetto e gli mostrò teatralmente i palmi delle mani.
«Albus... non prenderti gioco di me. È certo che lo farai...» rispose lentamente. «Te lo chiederai fin quando non arriverà l'inverno, e un uomo intelligente come te potrebbe perfino sperare di trovare una risposta che forse non esiste nemmeno. E se mai dovessi trovarla...». Sorrise con più genuinità, mostrandogli per un istante fulmineo lo spirito del bel giovane ambizioso che era stato in un'estate di molto anni prima. «Oh, meine Güte... promettimi che dirai anche a me cosa ne è stato».
 
 
Current Mood: tiredtired
 
 
Trick
16 June 2013 @ 08:35 pm
Scritta per il Prompt Days di Pseudopolis Yard.
Prompt scelto: fotografia

Personaggi: Pipirita Patty, Marcie
Pairing: Pipirita/Marcie (accennato)
Note: Post-Peanuts


ClicCollapse )
 
 
Current Mood: tiredtired
 
 
Trick
16 June 2013 @ 03:24 pm
Scritta per il Prompt Days di Pseudopolis Yard.
Prompt scelto: statua

Personaggi: Maximilien Roberspierre, Maria Antonietta
Note: Ci saranno un sacco di stupidaggini storiche, partire dal fatto che Roberspierre era assente al processo di Maria Antonietta, ma sono secoli che non leggo più niente ambientato nella Rivoluzione Francese, ergo... io metto le mani avanti. Non abbiatene, sto scrivendo praticamente a caso. Il punto in cui Maria Antonietta urta il piede di Roberspierre non è propriamente vero: pare abbia urtato il piede del proprio boia e di essersi addirittura scusata.

Read more...Collapse )
 
 
Current Mood: mischievousmischievous
 
 
Trick
16 June 2013 @ 02:12 pm
Scritta per il Prompt Days di Pseudopolis Yard.
Prompt scelto: geniale

Personaggi: Reed Richards, Susan Storm

Read more...Collapse )
 
 
Current Mood: boredbored